
Dopo Pesaro, è tutto mare.
Questa ferrovia, questa variante di curve e questi binari paralleli che non si incontrano mai.
Mai.
Viaggiano vicini, si sfiorano e si accavallano,
prima e dopo le stazioni.
Si osservano guardinghi e intanto viaggiano veloci.
Ma per una delle tante anomalie di questa Vita, esistono: ci sono punti infiniti e indefiniti dove anche binari e rette parallele come queste poi capita si trovino. Oltre orizzonti che sfumano perdendosi nel buio della sera. Nel punto esatto dove, dicono, sia la fabbrica dei sogni.
Oltre l'orizzonte esiste l'alba, come questa.
Sì, a mille sere seguono altrettante aurore.
Che da qui, non ci arriviamo mai ... ma tanto basta a -non- fermarsi. E andare.
E tu, ora che sei andata, rimani irraggiungibile e al tempo stesso sei presente.
- qui -
Più di quanto avessimo mai sperato tutti.
Urlano certo i tuoi silenzi, ora, contro le parole e tutto il sentimento che hai lasciato.
Ma sono
gemme da curare ed accudire, ora che anche questo improvviso tempo siberiano annuncia freddo e gelo ... no.
L'Amore che hai sparso a chi l'ha saputo cogliere, in così poco tempo, tutto il bene fiorirà a tempo debito.
Adesso è sera.
Le stagioni si susseguono, e questa è corsa via così veloce.
Portando molto.
Prendendo tanto ...
Elogio della follia il solo cercare di capirne il senso.
Ci riescono i cantanti, forse i poeti, in quella vena di illusione che appaga cavalcando il limite fra Vita e sogni.
Adesso è di nuovo sera, come ieri. Rientrando in ferrovia da quella Vita che mi invitavi a cogliere.
E scendendo, dopo Pesaro è tutto mare.
Mi sono affacciato, a cercarlo dietro ai vetri, ma era buio.
Riflessi bianchi, le onde più incazzate si facevano valere, quasi a dire "
Non è colpa mia ..."
E con le mani a mascherare le luci del vagone, ad appannare il vetro di respiri.
Gli occhi, di lacrime rare. Piccole e segrete.
Fossi davvero, io, poeta ...
potrei parlare di gemme e rose
con alambicchi di parole
dovrei riordinar le cose
con i trucchi del mestiere
chiederei consiglio al mare
darei luce a queste sere,
... per vederti ritornare.

... E se fossi stato un prestigiatore,
sarebbe stato davvero bello vederti comparire dietro al vetro ...
Oltre tutta questa retorica e queste parole che ho bisogno di lasciarti, qui.
Dove so che leggerai: perdonami ma non ho il numero per dove stai, ora.
Magari, come hai detto tante volte, saremo anche
persone speciali ... ma al momento siamo solo piccole anime pesanti, ancorate a terra e abbiamo
bisogno di piccole illusioni per sentirti ancora, Viva.
E così daremo senso agli Angeli, alle stelle e a tutte le
non cose che indicano la Via, in questa Vita da vivere davvero tutta e con la stessa gioia che ci hai trasmesso in questi mesi.
Cazzo, non è facile per niente ... lo so, lo sai.
Per questo, se puoi, metti una buona parola per quel sogno che mi confidasti
e che riguarda tutti ...
Noi da qui ti pensiamo tanto e cercheremo di dare il meglio.
Per te, per noi.
Dall'alba al tramonto, dal tramonto all'alba.
Sempre.
... Ciao Gemy.